PROFILI

Tratto dal libro "La Base nel milanese" di Gianni Mainini.

Luigi Venegoni

Raccolgo e sintetizzo il contenuto di una lunga chiacchierata con Luigi Venegoni, uno dei più longevi ed importanti esponenti basisti milanesi, per una testimonianza significativa.


Classe 1923, Luigi Venegoni è uno dei tanti personaggi che per militanza politica e storia personale merita una menzione particolare in questa pubblicazione. Per i suoi numeri ovviamente, ma anche perché prototipo di quegli uomini che pur essendo validi e legati al capo da amicizia anche personale (oltre che nel caso specifico provenienti da un medesimo territorio e con radici comuni di educazione cattolica-oratoriana, di famiglie note e rispettate anche se non certamente ricche o solo benestanti) non sono mai ascesi alla prima linea politica pur avendone i numeri.

Marcora da “buon padre” di famiglia del gruppo sapeva che non tutti potevano diventare ministri, senatori, deputati, europarlamentari, sottosegretari, presidenti e consiglieri regionali, etc perché i posti erano limitati, soprattutto nei primi tempi dell’esperienza della Base. Destinava cosi gli uomini validi in posti importanti e funzionali alla “potenza” e visibilità del gruppo e alla necessità di coprire i vari settori degli ambiti politico-amministrativi sul territorio. Luigi Venegoni, laureato in lettere, professore di latino e greco (ha una enorme biblioteca di circa ottomila volumi tra Cuggiono e Milano), diventa sindaco di Cuggiono, paese natale, nel 1952, subito dopo i sindaci della liberazione (Pagani e poi Badi).

Il suo mandato, come spesso usava ai tempi, dura diverse legislature: la prima dal ‘52 al ‘55 (subentro in corsa al defunto Giuseppe Badi) la seconda dal ‘55 al ‘60, la terza dal ‘60 al ‘64 e la quarta dal ‘64 al ‘70. In quegli anni il paese viene ricostruito e le opere realizzate sono molte: vengono rimessi a nuovo e ampliati i servizi acquedotto e fogna con nuovi pozzi e nuovi tronchi; come ad Inveruno viene eseguita la rete del metano con collegamento di tutta la cittadinanza, un servizio ai tempi innovativo e molto utile; si danno incentivi a costruire abitazioni dotate di servizi igienici interni (fino all’ultima guerra nei nostri comuni i servizi igienici erano esterni in cortile, così come l’acqua emunta da pozzi vari spesso inquinati o dalle fontanelle (“trumba” dell’acqua, una per cortile). Verso la fine dell’ultimo mandato viene costruita la piscina comunale, tra le prime sul territorio della zona, anche avvalendosi dell’ausilio del genovese comm. Parodi, presidente della Federazione Italiana nuoto che aveva sposato la cuggionese Tapella, residente nella bella villa in stile post razionalista all’ingresso del paese provenendo da Inveruno (ora abbattuta).

Viene costruita la nuova palazzina scuola media nelle vicinanze della piscina. Dal 1964 varca i confini locali: diventa presidente dell’IACP - Istituto Autonomo Case Popolari - di Milano e provincia e riesce a costruire l’incredibile quantità di 62.000 alloggi di case di edilizia popolare, livello mai raggiunto in seguito e contemporaneamente gestendo 132.000 alloggi – compresi quelli del comune di Milano. Guiderà l’istituto fino al 1975, diventando anche dal 1970 presidente dell’Associazione Nazione degli IACP. Dal 1975 al 1990 è anche consigliere comunale di Milano per la DC e assessore dal 1986 al 1987. Assume inoltre la presidenza dell’Istituto Ciechi di Guerra per la Lombardia, che mantiene per oltre trent’anni.

Negli anni ‘70 diventa anche consigliere di amministrazione con presidente Gigi Romorini dell’ospedale di circolo di Cuggiono, segretario Angelo Locati. Dal 1973 è vicepresidente della Banca Briantea di Merate, di cui diventerà presidente dal 1976 succedendo al cattedratico prof. Zerbi, un luminare di economia aziendale, fino al 1997, quando l’istituto viene definitivamente fuso con la capogruppo BPM-Banca Popolare di Milano, avendo portato le filiali da 5 a 30 ed un bilancio in sontuoso utile. Membro della segreteria di zona del Comitato di Zona del Castanese, è stato membro della Direzione Provinciale durante il decennio 1960-1970.