LE TRIBU' SPARSE

LA SINISTRA DI BASE IN FRIULI Autunno 2019

La “Sinistra di base” in Friuli si forma attorno all’anno 1955 e gli aderenti sono tutti appartenenti alla terza generazione democristiana, formatasi nell’Azione Cattolica, in quanto troppo giovani per aver partecipato alla costituzione del partito nell’immediato dopoguerra. In quel periodo la DC locale era ,infatti, ancora dominata dai vecchi popolari(Candolini,Tessitori,Fantoni,Pelizzo, Barbina, etc) cui si erano aggiunti alcuni esponenti dei CNL ( Berzanti,Cadetto etc.).


La corrente nasce per dare spazio alle aspirazioni di partecipazione da parte di una ventina di giovani laureati che condividono la prima esperienza politica nei consigli comunali,il provenire da paesi di periferia e da condizioni familiari modeste e sono tendenzialmente innovativi rispetto a quanti governano. Sono Lino Comand ( 1925 avvocato Mortegliano) Vinicio Turello (1930 avvocato Bicinicco ), Alfeo Mizzau (1925 commercialista Beano) ,Giovanni Fabris (1932 commercialista Basiliano),Titta Metus di Majano,Luigino Moretti di Codroipo ed altri che sono entrati nelle amministrazioni locali eletti nelle liste dello Scudo crociato.
Verosimilmente i contatti con la Base nazionale non avvengono con il gruppo lombardo (Marcora),ma attraverso alcune conoscenze personali che conducono a Ciriaco De Mita e attraverso la sua mediazione a Fiorentino Sullo. Altri contatti avvengono con Nicola Pistelli del gruppo fiorentino ,il cui periodico “Politica” costituisce la principale lettura ispiratrice del gruppo.. Altre corrispondenze avvengono nell’ambito di convegni ed incontri,in particolare del Movimento giovanile. Non risulta poi che siano stati allacciati legami con i veneti Wladimiro Dorigo e Dino De Poli.
Il canale di finanziamento della corrente che altrove fa capo a Mattei non si riscontra nel caso friulano. I fiduciari del Presidente dell’Eni in Friuli infatti sono don Ascanio De Luca e Manlio Cencig ,i due già comandanti delle formazioni partigiane Osoppo-Friuli che sono del tutto estranei alla DC locale. Forse per questo motivo la corrente non ebbe negli anni il successo che i suoi aderenti si attendevano mancando i collegamenti (soprattutto dopo le vicende di Sullo) ed i finanziamenti nazionali.
A Gorizia ,invece,con Gino Cocianni la Base riesce ad entrare nella maggioranza e sarà sede anche del convegno correntizio del 1969. Agli inizi degli anni Sessanta i basisti friulani sono entusiasti del modello kennediano per cui nel 1962 Turello e Fabris partono per l’America per incontrare il loro mito e vengono ricevuti da Robert Kennedy. E’ tanta l’emozione che riportano a casa che tuttora Fabris è conosciuto per John piuttosto che per Giovanni.
Il panorama correntizio della DC friulana a partire dalla caduta del primo governo Fanfani vede dominare il campo da due grosse formazioni che più o meno si equivalgono in fatto di consistenza. Da un lato abbiamo coloro che si definiscono “morotei” poiché in sede nazionale aderiscono alla corrente di Moro,ma in realtà conducono una politica locale tipicamente dorotea e conservatrice. Dall’altro lato vi è la sinistra sociale di Forze Nuove anch’essa conservatrice localmente . Le piccole correnti come la Base hanno spazio solo quando servono all’una o all’altra per raggiungere la maggioranza. Poi, però ,morotei e forzanovisti sceglieranno di trattare fra loro organigrammi e divisione dei poteri escludendo dai patti tutti gli altri. Il che provoca l’esodo dalla Base verso le formazioni dominanti. Vinicio Turello passerà a Forze nuove e sarà presidente della Provincia e della Regione. Alfeo Mizzau passa ai dorotei e diventerà assessore regionale e deputato europeo,ma rimarrà legato affettivamente alla Base intitolando la sua casa editrice,tuttora esistente “ la nuova Base”.Giovanni Fabris diventa esponente della corrente andreottiana ed assessore a Udine. Titta Metus aderisce ai morotei e sarà assessore provinciale e consigliere regionale.

Legato alla Base rimarrà solo Lino Comand con pochi seguaci,ma,nel 1965,ha l’opportunità di contare di più nel partito con l’elezione s segretario politico provinciale di Udine. La sua personalità e le sue scelte politiche ispirate all’elaborazione culturale della Base ben presto non gli consentiranno di proseguire . Tradizionalmente,infatti,i segretari provinciali del partito venivano inseriti nella liste per il Parlamento,ma la lista del 1968 della DC nel collegio di Udine e Belluno ha un candidato in meno. Comand quindi darà le dimissioni anche in seguito a nuovi patti fra le due correnti maggiori.

Comand continuerà a cercare di valorizzare il suo ridotto seguito sia nei congressi con quanto può influire sulle preferenze,sia nelle elezioni determinando talora la vittoria inaspettata di un candidato piuttosto che di un altro. Nel 1975 è eletto nel Consiglio nazionale DC con la Base ed è anche l’anno in cui entra in Consiglio comunale a Udine,diventa capogruppo DC e sarà protagonista di memorabili “duelli” oratori con il Sindaco Candolini. Già negli anni Settanta però la corrente vede l’allentamento della sua organizzazione e praticamente si estingue ben prima che Comand lasci la politica attiva per guidare alcune realtà importanti come il Consorzio Universitario e dedicarsi alla professione. Negli anni Ottanta esponenti nazionali già appartenenti alla Base,come Goria e De Mita diverranno interlocutori principali dell’azione politica di Adriano Biasutti che,lasciando Forze Nuove,crea una nuova vasta area a supporto della sua ascesa al vertice della Regione Friuli Venezia Giulia . Da tempo però quanti appartenevano alla corrente in sede locale non sono più attivi in politica e nel partito.
Roberto Tirelli


LA BASE IN BRIANZA Dicembre 2019

di Ezio Cartotto

Il volumetto è uno scorrevole condensato della storia della DC brianzola attraverso le figure dei suoi personaggi eminenti, racconto di alcuni aspetti dell’esperienza storico culturale dei cattolici e della Democrazia Cristiana in Lombardia e Brianza. Dedicato a Filippo Meda, fondatore de Il Cittadino di Monza e Brianza, primo deputato cattolico al parlamento italiano, ministro delle Finanze durante la prima guerra mondiale e a Giovanni Marcora protagonista della Resistenza come importante esponente dei partigiani bianchi, grande ministro dell’Agricoltura e punto di riferimento politico per la crescita della Brianza monzese, lecchese e comasca.


Cap 1 La Brianza ed il suo territorio tra geografia, storia e politica Filippo Meda fu uno dei pochi candidati che osò presentarsi per le elezioni del 1914 (quelle del Patto Gentiloni) pur essendo di matrice cattolica. A chi lo criticava rispondeva :” io non sono un cattolico deputato, sono un deputato cattolico”.
Tra i partecipanti alle attività del Partito Popolare si distinse fin dal 1900 un grande sacerdote monzese, don Luigi Talamoni ,che insegno al collegio San Carlo(insegnante di Storia e di Lettere) ed ebbe tra i suoi allievi il futuro papa PIO XI ,Achille Ratti. Mons.Talamoni collaborò alla crescita politica di Filippo Meda ed altri esponenti brianzoli, come Angelo Mauri ed Achille Grandi. Al congresso nazionale del Partito Popolare tenutosi a Bologna nel 1919 molto rilievo ebbe la sua relazione sul riconoscimento giuridico dei sindacati, dove non si mirava allo scontro di classe ma alla collaborazione tra lavoratori e datori di lavoro. Achille Grandi sarà l’anima delle ACLI ,Associazione Cristiana Lavoratori Cattolici(cui succederà poi Vittorino Colombo di Albiate che guiderà anche altri movimenti politici legati al mondo sindacale cattolico). Nel tempo stava anche nascendo una forza di sinistra cattolica, rappresentata da Guido Miglioli nel Cremonese e anche nella Brianza. Nelle lotte continue di quel periodo la Brianza si schierò con le organizzazioni bianche fin dal 1919.
Con le elezioni amministrative del maggio 1921 il Partito Popolare ebbe a Monza un grande successo eleggendo in Consiglio Comunale uomini di spessore come Achille Grandi, Luigi Meda, Tarcisio Longoni ed altri, i De Capitani e i Villani, esponenti di famigli importanti di Monza.

Cap 2 La nascita della Democrazia Cristiana e il suo sviluppo in Brianza Nel 1942 De Gasperi ebbe un incontro a Selva di Valsugana con il movimento dei neoguelfi di Piero Malvestiti; in tale occasione si decise di dar vita ad un movimento politico nuovo col nome di Democrazia Cristiana (nome inventato da don Romolo Murri ai tempi della battaglia contro il modernismo, movimento contestato dal Vaticano). Riprendendo questo nome De Gasperi voleva sottolineare che sarebbe stato rappresentativo di tutti i cattolici uniti da un programma comune. Nel 1954 con la vittoria di Fanfani il mondo cattolico brianzolo aveva come riferimento Cornaggia Medici, Enrico Falck(Sesto e Lecco),Vincenzo Sangalli di Brugherio poi segretario provinciale DC e parlamentare, sottosegretario e presidente CCIA Milano.
Ed anche più avanti Edoardo Teruzzi ,suo amico e collaboratore ed il giovane Mario Vaghi sindaco di Cesano Maderno, nel ’68 deputato.
Anche la Base prosperava in Brianza: a Lecco con Cesare Golfari, a Como con Giuseppe Guzzetti, a Varese con Aristide Marchetti.


Cap 3 Correnti visioni e problemi della Democrazia Cristiana
Nelle elezioni del 1953 la DC sfiorò la maggioranza col 49,2% dei suffragi , ma la “legge truffa “ non passò e dopo la stagione degasperiana prese sempre più consistenza la corrente di Nuove Cronache, fanfaniana-dorotea. Su alcuni punti, come l’intervento dello Stato nell’economia, c’erano affinità con la Base ,ma non molti altri ,mentre la visione europeista delle varie correnti DC era sufficientemente omogenea ed in linea con le posizioni impostate da De Gasperi. Grandi avvenimenti furono l’autunno caldo del 1969 e nel 1970 l’approvazione dello Statuto dei Lavoratori.

Cap 4 Il populismo DC il conflitto nel partito la mafia al nord
Mussolini:” noi sappiamo di essere una minoranza, ma sappiamo anche di essere la maggioranza di coloro che partecipano”. Ciò implica che un gruppo ristretto di persone ,può senza alcun controllo, esercitare tutto il potere in quanto si considera rappresentante del popolo (definizione di populismo).
Anche in Brianza c ‘era la sinistra DC che si suddivideva in corrente di Base e sinistra sociale che faceva riferimento alle ACLI e alla CISL, alle posizione di Achille Grandi, Giulio Pastore e poi Donat Cattin e Vittorino Colombo.
Il partito attraverso le sezioni e i comitati comunali, provinciali su su fino al nazionale selezionava la classe dirigente, che immetteva nelle amministrazioni e i parlamento. Dava anche indicazioni che riguardavano i consigli di amministrazione degli organi di governo di municipalizzate e nazionalizzate (ENI IRI POSTE AUTOSTRADE RAI..)Si impose uno schema di partito pesante di stampo fanfaniano. In seguito l’invadenza delle correnti portò alla degenerazione del sistema.
Nel frattempo i capì mafiosi confinati al Nord riuscirono a farvi trasferire molte persone legate alla malavita. Tra gli anni 70 e 80 ci furono molti sequestri con riscatti fonte di finanziamento per la mafia. Contro questo degenerazione cui fu un sollevamento dei sindaci democristiani che si collegarono a Marcora e all’onorevole Dante Orsenigo, ai consiglieri regionali Sergio Cazzaniga e Giuseppe Giovenzana e con un grande impegno delle forze dell’ordine,prmessa dal ministro degli Interni Taviani, il fenomeno cessò. Ma la mafia ormai si era insediata anche in Brianza.

Cap 5 La Balena Bianca : da Marcora a Comunione e Liberazione
Marcora arriva in Brianza tramite personaggi già emersi sul territorio, come Dante Orsenigo sindaco di Carate, segretario di zona e futuro parlamentare, Vigilio Sironi di Monza, Gianfranco Finco di Limbiate e Gianni Locatelli di Desio, futuro direttore de Il Sole 24 Ore . Poco dopo la schiera dei giovani emergenti: Gianni Dell’Orto a Seregno ,Domenico Riva a Desio, Alberto Varisco di Nova Milanese e Sergio Cazzaniga di Cesano Maderno.
Il gruppo crebbe fino ad espropriare uno dei bastioni della corrente dorotea retta da Mario Vaghi (Vaghi che fu eletto deputato nel 1968 soffiando per pochi voti il posto al basista Siro Brondoni). Altri giovani ebbero importanza per la DC brianzola: Giuseppe Giovenzana ,sindaco di Besana e poi presidente della Regione, Francesco Rivolta, sindaco di Macherio e poi assessore regionale, Tiziano Garbo di Desio ghost writer al ministero di Marcora, Giuseppe Valtorta già sindaco di Desio e segretario nazionale dell’ANCI, Rossella Panzeri ,già sindaco di Monza e poi anche Giampiero Corbetta, Gianfranco Matavelli e Franco Pizzagalli segretario zona di Carate.
Che sponsorizzò la candidatura di Walter Fontana nel collegio di Monza,(nella precedente tornata occupato da Felice Calcaterra) e che in seguito avrebbe dovuto essere appannaggio di Carlo Valli (in realtà non riuscì per il diminuito consenso generale alla DC) ,già presidente degli industriali brianzoli e promotore della battaglia per la provincia di Monza.( di cui diventerà primo presidente Gigi Ponti, già assessore provinciale di Milano).

Nel vimercatese un ruolo importante per la crescita della DC l’hanno assunto le donne: Maria Luisa Cassanmagnago e Maria Paola Colombo Svevo (eurodeputata ,assessore lombardo ai servizi sociali, senatore e poi parlamentare europeo).Ed anche Giuliana Ponti Cartotto subentrata a Cassanmagnago alla presidenza della delegazione delle donne democristiane in provincia di Milano.
Dante Orsenigo e Sergio Cazzaniga sono stati i due più popolari rappresentanti della militanza della Base in Brianza. Cazzaniga in regione ha lavorato al salvataggio di molti posti di lavoro nella crisi degli anni ’80 che ha segnato la fine del chimico tessile nel Cesanese (Snia Viscosa ,Acna Montedison..ecc sostituite da Basf e Bracco). Importanti e numerose presenze di democristiani milanesi e lombardi in ruoli chiave dell’economia, coordinati da una ledership forte e condivisa quale era quella di Marcora, diedero un contributo importante allo sviluppo economico sociale del paese e della Brianza. Quando vengono a mancare alcuni di questi personaggi (soprattutto Marcora e poi Vittorino Colombo) capaci di rappresentare le istanze popolari si affaccia nella storia brianzola Comunione e Liberazione( e in trasparenza si intravede anche la Lega).Movimento che avrà enorme sviluppo con Formigoni col Movimento Popolare che rimase una vera e propria corrente autonoma all’interno della DC.

Cap 6 La scomparsa dei grandi leader democristiani al Nord La scomparsa di Aldo Moro e Paolo VI furono un colpo mortale per la DC , aggravato poi dalla morte di Marcora, e dalla tragedia della diossina a Seveso: tutto precipitò in una situazione di sbandamento, che neanche l’impegno di Granelli riuscì a ricucire .L’essere insostituibile di Marcora influì sul destino della Base ,che in Lombardia espresse Martinazzoli ,da Marcora stesso definito ironicamente “ il cipresso di Brescia”. Martinazzoli, l’ultimo segretario nazionale della DC cercò di far confluire quello che era rimasto della DC in un nuovo partito ? PPI ? che però fu sconfessato dalla maggioranza degli elettori .e poi implose. Cossiga ,profeta quanto Moro, aveva detto che se “il muro di Berlino era caduto ad est, i calcinacci sarebbero caduti ad Ovest”. La vicenda della dell’ICMESA di Meda (e Seregno) segnò una svolta per il territorio: si organizzarono i movimenti ecologisti, proteste diffuse ma alla fine il problema fu risolto con una completa bonifica dalla diossina, anche grazie all’impegno del commissario sen Luigi Noè. Ci furono problemi di nascite premature e feti anormali: perfino l’assessore Vittorio Rivolta dovette fare una deroga relativamente all’aborto, allora vietato dalla legge.
Cap 7 Il declino della Democrazia Cristiana Fondamentale fui ruolo della magistratura nella tragedia finale della cosiddetta Prima Repubblica. I socialisti (Chiesa e poi Craxi) entrarono nel mirino della Magistratura, i insieme a DC e Repubblicani. Proprio un repubblicano, Mammi, fece approvare la nota legge omonima criticatissima che regolamentava le televisioni commerciali Anche la DC brianzola ebbe i suoi ghigliottinati: il segretario regionale Frigerio ,Bruno Tabacci e Gianni Dell’Orto(che riparò addirittura all’estero).Fu perseguitato e arrestato anche Roberto Mazzotta poi assolto con formula piena in Cassazione. Gli elettori DC si dispersero nel PDS poi PD, in Forza Italia e nella Lega. In realtà la DC è finita perché con la caduta del muro di Berlino sono venuti meno i presupposti geopolitici che l’hanno fatta nascere.
Conclusione : Quel che resta del giorno Anche se la Brianza oggi è cambiata, il modo di sentire umano rimane lo stesso, perché il DNA non è solo genetico ma anche culturale. Nella Brianza si è fatta la storia nel modo crociano:” la cronaca è storia morta, ma la storia è cronaca viva”. I brianzoli vedono nascere ogni giorno in un eterno presente Alessandro Manzoni, mons. Talamoni, Achille Grandi, Vittorino Colombo, Pio XI , Eugenio Corti e tutte le immense realtà che plasmano ancora il nostro tempo.