PROFILI

rivolta vittorio

VITTORIO RIVOLTA

Vittorio Rivolta, milanese doc, classe 1928 è stato un apprezzato politico e amministratore lombardo, democristiano e basista, assessore alla Sanità nelle prime giunte lombarde, con Bassetti dal 1970(Golfari dal 1974) e con Guzzetti dal 1975.


Impiegato alla Metanodotti di Milano, e per questo in rapporto con Mattei, sindacalista Cisl, consigliere del municipio di Dergano-Affori, assume le prime responsabilità di rilievo, quando Marcora eletto segretario provinciale di Milano nel 1958, lo vuole suo segretario amministrativo.
Nel 1970 viene chiamato da Bassetti nella prima Giunta Regionale con l’incarico alla Sanità.
Si distingue subito col suo carattere adamantino e aggressivo entrando in polemica col Ministro alla Sanità Valsecchi che nel 1972 riconosce alla clinica San Raffaele in costruzione lo status di “Istituto ricovero e cura a carattere scientifico” con tutti i vantaggi socio-economici, scavalcando la sua opposizione, visto che l’istituto è privo di requisiti ospedalieri e scientifici, non ha il pronto soccorso, non fa ricoveri d’urgenza (addirittura il secondo lotto del San Raffaele è stato costruito senza licenza edilizia) . Nel 1973 per terminare i lavori occorrono ancora un miliardo e mezzo, che Don Verzè vorrebbe far provenire da finanze pubbliche: siccome Rivolta si rifiuta lo contesta e lo minaccia (ho le prove che il nostro lavoro è voluto da Dio, dunque le consiglio di non molestarci oltre) e cerca anche di corromperlo, promettendogli una stecca del 5% .
Ma ben più ardui sono i problemi affrontati.

Porta all’approvazione la legge nr 37 del 5 dicembre 1972, fondamentale per la sanità lombarda, il Piano Sanitario Lombardo (modello della riforma nazionale). Introduce due tipi di prospettive: da una parte il decentramento funzionale dei servizi, dall’altra la concezione globale e non puramente medica o paramedica dell’assistenza sanitaria. Mettendo ordine nell’irrazionale coacervo di istituti ed enti destinati ad operare per questa o quella porzione di materia sanitaria, con iniziative settoriali anche lodevoli che non confluiscono in un insieme organico.
Col decentramento funzionale il territorio della Lombardia viene suddiviso in zone omogenee in cui inserire i Comitati Sanitari di Zona –CSZ- (che costituiscono il momento partecipativo) con compiti di coordinamento generale non solo dell’attività medica ma anche di quelle strutture di interesse sociale tese a migliorare l’ambiente di lavoro, le condizioni di vita nei quartieri, l’igiene pubblica e così via.
Ma la prova senz’altro più impegnativa fu quella dell’ICMESA, una industria chimica che per un guasto improvviso infestò di diossina l’aria di Seveso e comuni limitrofi.
In realtà la ditta era situata nel comune di Meda ma il vento spinse l’inquinamento verso sud, Seveso, Cesano Maderno, Desio. L’emissione provocò piaghe sui corpi, pustole sul volto, la morte di alcuni animali; ci furono problemi per i nascituri, le donne incinte vennero invitate ad abortire. Gli ecologisti denunciarono le responsabilità degli amministratori per aver permesso l’insediamento all’interno di una zona cosi popolosa di tale fabbrica. L’assessore Rivolta dovette fare una deroga per permettere in alcuni casi l’aborto, allora vietato dalla legge.
La Regione Lombardia decise allora su sua proposta e di concerto col Ministero della Salute di nominare un Commissario Straordinario per risolvere gli enormi problemi causati al territorio dalla fuoriuscita della diossina nella persona dell’ing. Luigi Noè, che svolse egregiamente il suo compito nel giro di oltre un quinquennio.
Dopo l’esperienza regionale, Rivolta, chiamato “uomo di Seveso” fu molto attivo all’interno della Base e della DC regionale, dove aveva preso in carico il settore sanitario. Partecipava a tutti gli incontri e le elaborazioni dei testi politici della Base ,specie nei convegni di Bruzzano nell’87 e quelli di Assago nel 90.
Aveva un carattere forte, diretto, burbero, irruente, deciso ma molto competente ed inattaccabile, a volte polemico sia verso l’esterno del partito che all’interno della Base, dove non mancava di far sentire la sua voce nelle riunioni di Via Mercato, spesso in polemica sia con Marcora che con Granelli.
Si è spento improvvisamente il 16 aprile 2010 a 82 anni, dopo aver partecipato ad una riunione del Circolo Marcora di Milano. Era tra i più stretti collaboratori del leader della sinistra democristiana ed ha rappresentato un pezzo eccellente di storia lombarda.