SANDRO CANTU'

SVEVO

Carissimi
È con vero dispiacere che deve parteciparvi l’annuncio della scomparsa ieri di Sandro Cantù, amico sincero,democristiano e basista integerrimo, figura esemplare del mondo cattolico vimercatese.
Classe 1942,da tempo sofferente per piccoli disturbi,non ha superato le ultimi crisi.,anche per il covid.
E’ stato segretario di zona di Vimercate, assessore ad Agrate suo paese di residenza,presidente del Consorzio Est milanese per la raccolta rifiuti e segretario provinciale della Margherita della neonata provincia di Monza.
Ha saputo gestire con capacità lo sviluppo politico della zona, tanto che i due leaders della Base , Marcora e poi Granelli ,si sono sempre candidati nel collegio di Vimercate ;zona che ha fornito al partito personaggi eccellenti ,basti citare tra gli altri Maria Luisa Cassamagnago europarlamentare Ezio Riva presidente della provincia e Vittorio Arrigoni consigliere. Purtroppo abbiamo perso da non molto sia Arrigoni che Airaghi,gli altri due pilastri del Vimercatese.
Ci siamo frequentati spesso a convegni e riunioni del gruppo ,ma in particolare ho apprezzato la sua disponibilità quando in occasione della stesura del libro LA BASE NEL MILANESE gli avevo chiesto di vergare il capitolo sul Vimercatese.
Il titolo fu ,con orgoglio, e non poteva essere altro, Vimercatese ,un feudo basista. Dopo aver citato tutti i politici locali,sindaci,amministratori ,amici impegnati concludeva :dalla base bisogna ripartire per chiarire il senso dell’appartenenza politica ,alla base bisogna ritornare interrogando la coscienza perché quella appartenenza diventi azione. I basisti hanno contribuito, sia pure coi limiti delle loro azioni ,ad un pezzo del storia della loro zona (e del paese aggiungo).
Gianni Mainini


Parlo di un amico molto simpatico, oltre che bravo e efficiente nella iniziativa politica. Ho condiviso con lui la militanza (palazzo Clerici, via Nirone, via Mercato, teatri comunali e saloni parrocchiali) non una personale amicizia, ma la condivisione di entusiasmi, emozioni, arrabbiature. Gestiva con modestia e allegria una posizione che allora nel partito e nella corrente era di tutto riguardo. Nella nostra memoria Vimercate era legata a nomi come Merzagora, Marcora, Granelli: uno dei collegi "sicuri", che contavano. Cantù, in qualche modo faceva parte della leggenda come segretario, mi par di ricordare, di quella zona, ma senza spocchia (e ti regalava anche generosamente un bel sorriso).Vimercate a ogni scadenza elettorale veniva agli onori della cronaca per l'importanza del suo elettorato, dei suo voto, dei suoi eletti.

E nessuno pensava, dopo lo scrutinio dei voti, gli evviva, la bicchierata che tra l'una e l'altra elezione c'erano di mezzo anni di lavoro, di impegno, di passione, di serate con la sezione da tenere aperta, la gente di cui interpretare attese, desideri, pretese, mugugni, l'accordo da trovare tra correnti, interessi, situazioni sociali diverse, i liberali che angosciavano i borghesi con la paura dei bolscevichi e i comunisti che raccontavano balle sui paradisi sovietici. Cantù è stato , per anni un pezzo di questo lavoro, uno di quelli che tra una legislatura e l'altra, tra un successo elettorale e l'altro hanno tenuto in piedi la baracca. E quanto non fosse facile e scontato lo si sarebbe visto di lì a qualche anno quando per motivi che venivano da lontano tutto cambiò in pochi mesi. Onore al merito, caro amico, e riposa in pace.
Mario Mauri