PROFILI

ANDREA BORRUSO

Borruso.jpg

Andrea Borruso nasce a Milano nel maggio 1936. Si laurea in Scienze politiche e diventa sociologo all’Ufficio Studi della Cisl.
Giovanissimo si iscrive alla DC e aderisce alla Base di Marcora. Assume la carica di delegato giovanile provinciale negli anni 1959-60-61 per poi lasciare il posto a Giancarlo Moretti.


Nel 1970 si candida alle comunali di Milano e viene eletto: diventa vicesindaco di Aniasi dal 1970 al 1975 nella giunta di centro sinistra(DC-PSI-PSDI).Le prime giunte di questo tipo iniziate proprio a Milano nel 1961.
Nel 1976 è eletto alla Camera dei Deputati nel collegio di Milano-Pavia con più di 100.000 preferenze in coppia con Massimo De Carolis , anche lui enfant prodige della DC milanese.
Nel frattempo ha lasciato la corrente di Base ed ha aderito a Comunione e Liberazione.
Rimane ininterrottamente deputato dal 1976 al 1992 per quattro legislature, dalla settima alla decima. Nella sua attività parlamentare è stato il primo firmatario di dodici progetti di legge, di cui tre diventati leggi. Con Mino Martinazzoli primo firmatario è stato tra i più determinanti deputati che hanno convinto il Parlamento ad approvare il nuovo Ordinamento delle Autonomie Locali che innova profondamente la vecchia legge comunale e provinciale 383 del 1934 e aggiornamenti fino alla legge 203 del 1951,dando vita alla legge nr 142 dell’8 giugno 1990 che introduce tra l’altro l’autonomia statutaria ,la potestà regolamentare ,gli istituti di partecipazione il difensore civico per comuni e province. La stessa legge introduce il principio delle Aree Metropolitane ( che poi integrata e completata con nuove leggi dal ‘97 al ’99 diventerà cosiddetta Bassanini).
Nel governo Craxi I e II e nel governo Fanfani VI è stato sottosegretario di stato al Lavoro e Previdenza Sociale (1983-87). Nel governo Andreotti VII (19991-92) è sottosegretario agli Affari Esteri.
L’impegno più grande e appassionato lo profonde quando è ormai alle spalle il boom economico e la crisi economica attanaglia il nostro paese. Sostiene con determinazione le fabbriche e i lavoratori con l’istituto della Cassa Integrazione nelle varie declinazioni formali.
Nel 1992 è ancora candidato alla Camera e per una manciata di voti non viene rieletto; si ritira a vita privata, e non assume più alcun impegno pubblico, neanche a livello associativo o locale. Si spegne in silenzio a Milano nel settembre 2018.