PROFILI

Tratto dal libro "La Base nel milanese" di Gianni Mainini.

Franco Verga

Ho conosciuto Franco Verga negli anni ‘70-‘75 perché frequentava Giovanni Marcora e spesso durante il suo peregrinare per sostenere la causa del COI veniva ad Inveruno in Comune dove Marcora era sindaco per sostegni politici ed economici. Aiuti economici ripetuti gli furono dati anche dall’inverunese Roberto Chiodini, facoltoso commerciante di granaglie, amico e quasi coetaneo di Marcora, assessore supplente nella sua giunta. Nel 1980 Roberto Chiodini si presentò alle elezioni regionali sostenuto da amici del COI per una sorta di riconoscimento dei contributi ricevuti e nonostante l’appoggio anche di Rita Sabato, segretaria “aggiunta” della Base in via Mercato, non riuscì eletto. Come tutti coloro che l’hanno conosciuto ho un buon ricordo di Verga; era preoccupato per la dimensione assunta dalla sua iniziativa con una fede incrollabile nel buon Dio e nell’aiuto spesso negato dagli amici.


Franco Verga nasce a Milano nel 1929, secondogenito di una famiglia di modeste condizioni, molto religiosa e sin da bambino frequenta assiduamente la parrocchia e l’oratorio nel quartiere milanese di Affori. All’età di dodici anni, indirizzato dal suo parroco, Verga entra nel Seminario a San Pietro di Seveso. A diciassette anni viene inviato a proseguire gli studi nel Seminario arcivescovile di Venegono dove restò altri due anni, fino all’estate del 1949, quando ebbe ripensamenti sulla sua scelta di vita. Tornato a Milano, nella casa di Affori, Verga continuò a frequentare assiduamente la parrocchia, collaborando all’attività dell’oratorio. Proprio in parrocchia si avvicinò alle Acli ed alla Democrazia Cristiana di cui, con grande entusiasmo, divenne propagandista. Verga aderì anche al Movimento giovanile della Democrazia Cristiana e nel 1953 entrò a far parte dell’Esecutivo provinciale del movimento.

All’interno della Democrazia Cristiana, nei primi anni Cinquanta,Verga condivise le posizioni dei gronchiani, rappresentati a Milano da Dino Del Bo, che criticavano l’interclassismo della DC, richiamandosi alla tradizione popolare del partito. Nel 1954, a Milano, la sinistra di Base, insieme agli aclisti, con la lista “Unità sociale del partito” aveva conquistato la maggioranza assoluta nelle elezioni del Comitato provinciale democristiano lasciando poco spazio agli altri gruppi, ma Franco Verga riuscì ugualmente ad essere eletto in rappresentanza dei giovani che avevano costituito il gruppo “Iniziativa popolare”, anche se nessuno di loro entrò nella giunta del partito. Negli stessi anni trovò impiego alla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, ma mantenne costante il suo impegno per il partito venendo nominato dirigente provinciale per la SPES. Nel 1957, al congresso per l’elezione del nuovo Comitato provinciale democristiano i gronchiani confluirono nella lista organizzata dalla sinistra di Base ed anche Verga si avvicinerà alle posizioni della corrente, che guidava il partito a Milano, pur mantenendo una certa indipendenza ed autonomia di giudizio.

Nel 1963, alla vigilia delle elezioni politiche, verrà affidato proprio a Verga l’incarico di vice segretario provinciale della Democrazia Cristiana. In quella tornata elettorale venne eletto deputato con un altissimo numero di preferenze. Alla Camera entrò a far parte della Commissione Lavoro e successivamente di quella Interni e Affari della Presidenza del Consiglio. A Milano, Verga fu l’anima e il principale motore del Centro Orientamento Immigrati (COI), che venne istituito nel 1963 per assistere e sostenere i numerosi immigrati che dal Sud Italia si trasferivano per lavoro a Milano, in rapida espansione industriale, offrendo anche sostegno agli immigrati italiani all’estero in difficoltà. Nella veste di presidente del centro, Verga visitò quelle comunità italiane all’estero e negli Stati Uniti incontrò Robert Kennedy. Verga venne rieletto deputato nel 1968 e nel 1972, ma si allontanò dalle posizioni della Sinistra di Base avvicinandosi, provvisoriamente, ai fanfaniani. Il suo principale interesse resterà però il C0I, al quale dedicherà tutte le sue energie, contribuendo a fondare anche il C0I- Casa, cioè un consorzio di cooperative edilizie che potesse agevolare gli immigrati alla ricerca di una casa.

L’ultimo periodo della vita di Franco Verga fu travagliato e sofferto a causa di alcuni scandali finanziari che coinvolsero il Consorzio C0I- Casa a Trezzano sul Naviglio, ed in cui anche egli, in qualità di presidente del C0I, venne coinvolto. La mattina del 28 agosto 1975 Franco Verga, venne trovato morto nella fontana adiacente alla chiesa di Sant’Antonio nel centro di Milano. L’arcivescovo di Milano, il cardinale Giovanni Colombo, riconoscendone la fede e la dedizione ai bisognosi, concesse i funerali religiosi che videro una grande partecipazione popolare. Il comune di Milano concesse a Franco Verga una medaglia d’oro alla memoria. Il 17 luglio del 1978, alla presenza del ministro Vittorino Colombo e di molti amici e compagni di partito, si costituì la Fondazione Franco Verga con lo scopo di difendere e tutelare i diritti degli immigrati e degli emigrati.