PROFILI

Tratto dal libro "La Base nel milanese" di Gianni Mainini.

Antonio Velluto

Antonio Velluto

Mario Mauri ricorda l’amico Antonio Velluto morto il 18 Giugno 2014. Di lui abbiamo dato altri accenni nei capitoli di questa pubblicazione relativi alla zona di Milano Città. Dopo questo breve ricordo pubblichiamo una più completa e appassionata rievocazione di Benito Stinà.


Antonio Velluto che ci ha lasciato nella notte tra lunedì e martedì concludendo una vita operosa, piena di soddisfazioni e di successi in cui tanta parte ha avuto la militanza politica nella sinistra di base. Mi ricordo i suoi esordi nella sezione dc di Bruzzano, gli interventi nei convegni del movimento giovanile in cui si facevano notare la sua voce potente e il suo parlare fluente: si impose presto all’attenzione di tutti e fu candidato nelle liste della DC a seguito di primarie volute dalla sinistra di Base che sin da allora aveva compreso l’importanza della partecipazione popolare nella scelta della classe dirigente. Fu un eccellente consigliere comunale e, dopo qualche anno, assessore all’edilizia popolare. I tempi erano duri, la polemica sociale attorno ai problemi della casa infuocata. Velluto si battè bene, amministrò con efficacia nell’interesse delle classi popolari che allora si riconoscevano nella politica di centro sinistra. Con spregiudicatezza una strana alleanza tra architetti piccolo borghesi e estremisti sedicenti rivoluzionari tentò di tagliargli la strada: comparvero in città, contro di lui, manifesti di stile mafioso che non lo intimorirono.

Andò alle elezioni sicuro di aver fatto le cose per bene (eravamo a metà degli anni ‘70) e infatti il centro sinistra vinse le elezioni. Ma il risultato fu ribaltato da un’altra strana alleanza, quella tra comunisti, socialisti e pezzi di destra democristiana. Velluto perse il posto in Giunta, ma non il piacere di vivere con la sua bella famiglia, di fare il suo mestiere di giornalista e di frequentare gli amici che oggi lo ricordano con affetto e simpatia. (Mario Mauri).

Il ricordo di Benito Stinà.

Ho incontrato Antonio Velluto nella primavera del 1959, nella sede della Democrazia Cristiana di Milano, in via Clerici 5. In quell’anno, ricordo che ero andato dal dottor Gasperini, che era l’addetto ad uno sportello della Democrazia Cristiana, aperto dal partito, per coloro che cercavano lavoro. Non avendo trovato nulla che faceva al mio caso, mentre stavo per uscire,incontro nel cortile del palazzo, Antonio Velluto che mi domanda dove stavo andando. Lui allora aveva 26 anni, essendo nato nel 1933. Quando gli ho risposto ch’ero andato dal dottor Gasperini a cercare lavoro e che non avevo trovato niente per me, mi ha detto se volevo lavorare con lui, ed io gli ho risposto subito di si. Ricordo che mi ha portato su una scaletta di ferro, che era nel cortile della sede del partito. In cima a quella scaletta c’era la porta di ingresso di due stanze con bagno abbandonate, con almeno tre centimetri di polvere. Chissà da quanti anni che non vi entrava nessuno. Antonio appena ha visto lo spettacolo che si presentava ai nostri occhi, mi ha detto: tu aspetta qui che vado a comprare stracci e detersivo, scopa e secchi e tutto l’occorrente per pulirla e lucidarla. Nel giro di due tre giorni, quel locale l’abbiamo reso così pulito ed accogliente, che era diventato il nostro ufficio. Intanto ci veniva allacciato un telefono tutto nostro, ed io rispondevo prendendo i riferimenti delle persone che telefonavano. Dovevamo organizzare la campagna elettorale per un candidato della Democrazia Cristiana al comune di Milano. Il Candidato era Crespi, il quale, una volta eletto, è diventato assessore. Questo è l’inizio della nostra lunga amicizia, che è durata tutta una vita.

Verso la fine del 1959, Antonio mi fa fare la domanda per entrare nelle Poste e Telecomunicazioni, dicendomi che doveva andare a Roma dal Ministro Antonio Spallino, originario di Como, e che l’avrebbe portata lui stesso, ma che non sapeva se mi avrebbero assunto, perché un buon numero di domande le aveva portate diverso tempo prima. Passato qualche mese, verso la fine dell’anno 1959, gennaio del 1960, mi arriva la chiamata per essere assunto. Agli inizi del mese di febbraio, del 1960, mi assumono nell’Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni con un contratto di diritto privato, come operaio giornaliero, della durata di tre mesi. Allo scadere del contratto, venivamo licenziati, stavamo a casa un giorno e poi riassunti sempre con lo stesso contratto. Questa tiritera e questo sfruttamento è durato fino al primo luglio del 1961, quando siamo passati di ruolo. Dal primo luglio dell’anno 1964, tutti coloro che avevano il titolo di studio della licenza media, sono passati col grado iniziale di impiegato, con un contratto come facente funzione di impiegato, un altro metodo e sistema di sfruttamento dei lavoratori. In quel periodo frequentavo la scuola serale statale per studenti lavoratori nelle aule del liceo Parini, in via Goito, nei pressi di Piazza San Marco. Lavorando e studiando, grazie al coinvolgimento ed all’amicizia con Antonio, ho iniziato a fare l’esperienza di sindacalista del sindacato delle Poste della Cisl.

Quando abbiamo dovuto fare la campagna elettorale per la candidatura dell’Onorevole Granelli, sono stato chiamato da Antonio Velluto a collaborare con il partito, cosa che ho regolarmente fatto, mettendomi a completa disposizione, durante il mio tempo libero. Questo prima di passare di ruolo nell’Amministrazione delle Poste, perché successivamente, avendo un mese di ferie, prendevo pure qualche giorno libero per il partito. Ormai la squadra era pronta, e quando Giovanni Marcora si presenta candidato della Democrazia Cristiana al Senato della Repubblica Italiana, apre il suo Ufficio di segreteria in via Mercato al numero 28 a Milano; lì, Antonio Velluto, io ed altri, lavoravamo. Albertino quando veniva a trovarci, si comportava con noi come un padre di famiglia.

Marcora, De Mita e Misasi, che si erano conosciuti all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, formano la Corrente di Base della Democrazia Cristiana. Entrando nella Direzione Nazionale del Partito, occupano degli incarichi di prestigio, determinando anche le scelte politiche ed i programmi dello stesso. Nel frattempo Antonio entra, come capo servizio, alla RAI di Milano in Corso Sempione. Svolgendo anche il ruolo di sindacalista dei giornalisti a livello internazionale. Spesso andava a Roma alla Federazione Nazionale della Stampa e, più spesso all’estero. La mia collaborazione con Antonio Velluto, e quella di altri miei colleghi ed amici, diventa più intensa e frenetica anche perché in qualità di sindacalista, Antonio mi chiedeva di preparare ed organizzare degli interventi, per registrare interviste e dibattiti, sulle problematiche dei lavoratori. Programmi radio, per far conoscere i problemi del mio Ufficio e dell’Amministrazione delle Poste in Generale. Ormai si stava preparando l’organizzazione necessaria per la candidatura di Antonio, con la sua presenza massiccia e di suoi amici nel partito.

Cosa che avviene molto presto. Lui allora, abitava in Viale Romagna a Milano, ed io in via Beato Angelico, a due passi da casa sua. Quando Antonio si candida come consigliere DC al Comune di Milano, anno 1969, organizza la sua segreteria con alcuni intimi collaboratori, a casa sua. La mia vicinanza è stato il motivo, che mi ha dato la possibilità di essere maggiormente presente nell’ufficio di casa sua, diretto dalla moglie, Luisa Bivi. Durante la campagna elettorale di Antonio, avendo comprato da poco la mia prima macchina, una Fiat 600, lo accompagnavo anche a fare i comizi nelle varie zone di Milano, dove erano organizzati. Finalmente si vota, allo scrutinio Antonio Velluto risulta il terzo Eletto del Partito della Democrazia Cristiana ed ottiene un Assessorato, all’Edilizia Economica e Popolare. La sua presenza nella Giunta Comunale di Milano gli consente di avere nella Sua Segreteria, degli amici suoi strettissimi collaboratori, competenti, di provata amicizia e fedeltà.

Diventato Assessore nella primavera dell’anno 1970, gli sono stato vicino, per tutto l’anno e, qualche volta, quando eravamo soli insieme, mi ha confidato che doveva uscire con la scorta, perché aveva ricevuto delle minacce. Con la realizzazione del suo programma di Edilizia Economica e Popolare per il Comune di Milano, nei primi quattro anni del suo mandato, sono stati costruiti tanti allogalloggi necessari a famiglie di lavoratori che erano senza casa. (Benito Stinà)