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La Base sessant’anni dopo: «Oggi serve una nuova Belgirate»

«Se sapremo cercare, trovare, sostenere dei giovani cui trasmettere questi valori, allora avremo realizzato una nuova Belgirate». Piero Bassetti è riuscito a sintetizzare con questa espressione uno degli elementi (il rapporto memoria-futuro) che hanno fatto da sfondo al convegno svoltosi all’hotel Villa Carlotta di Belgirate, sulla riva piemontese del lago Maggiore, dove 60 anni prima (precisamente il 27 settembre 1953) un gruppo di giovani democristiani aveva dato vita alla corrente di Base.
Sabato 28 settembre 2013, dunque, su iniziativa del centro Studi Marcora di Inveruno, e con l’adesione di diverse sigle (Istituto Luigi Sturzo di Roma, Fivl, Istituto storico della Resistenza di Novara, Anpi Inveruno e Legnano, Centro Kennedy Magenta, Upel Milano, Ecoistituto Valle del Ticino), oltre 130 persone sono arrivate a Villa Carlotta, per assistere alla presentazione del volume “La Base in Lombardia. Storia, testimonianze, eredità”, curato da Gianni Mainini e Gianni Borsa (edizioni Studium), con la preziosa collaborazione di Maria Chiara Mattesini e di Paolo Mira, per poi aprire una serrata discussione sia di taglio storico sia indirizzata a identificare una eventuale eredità politica e culturale di questa corrente dello Scudocrociato. Corrente, va detto, ramificata in tutta Italia, ma con uno speciale radicamento nelle province lombarde, e con diversi leader del calibro di Marcora, Granelli, De Mita, Pistelli, Marchetti, Dorigo, Martinazzoli, Rognoni...
È stato lo stesso Virginio Rognoni (omettiamo le biografie, perché si tratta di personaggi noti e di amici sempre vicini al Centro Studi Marcora) a presiedere i lavori, avviati da Gianni Mainini, il quale ha ricollegato il convegno a quella fine di settembre 1953, rintracciando il filo della storia e riportandone il capo nell’attualità dell’Italia del XXI secolo.
Gianni Borsa ha poi esposto la struttura del volume (una prima parte di ricerca storica, una seconda parte di interviste, testimonianze e documenti), intravvedendo la possibile eredità della Base in tre parole-chiave: “gavetta”, ossia «politica come competenza, preparazione, formazione, esperienza sul campo, capacità di render conto del proprio operato ai cittadini»; “cannocchiale”, nel senso della «visione lunga dell’azione politica, che affronta le sfide di oggi e si prepara a quelle di domani»; “fantasia”, ovvero il superamento di automatismi istituzionali per giungere all’essenza dei bisogni delle persone, per darvi efficaci risposte amministrative o politiche.
Al microfono sono stati quindi chiamati tre giovani politici, che hanno raffrontato storia e ideali della Base con la propria esperienza nelle istituzioni. Sono stati così molto apprezzati gli interventi di Flavio Polloni, sindaco di Cuggiono, e dei consiglieri regionali Fabio Pizzul e Carlo Borghetti.
Al dibattito successivo hanno preso parte, fra gli altri, Roberto Mazzotta, Piero Bassetti, Maria Pia Garavaglia, Patrizia Toia, Enrico Farinone, Antonio Iosa, Gilberto Bonalumi. Le conclusioni – con un intervento articolato e di stretta attualità – sono state tratte dallo stesso Rognoni.
Un saluto caloroso è stato portato a Guido De Carli, presidente della Fivl,presente ai lavori.
Sono stati infine auspicati nuovi percorsi di ricerca, soprattutto per approfondire il radicamento territoriale e le storie personali dei «basisti di ogni epoca».

 


La Base 60 anni dopo, fra storia e attualità
Il 28 settembre appuntamento a Belgirate

Si svolgerà sabato 28 settembre, a Villa Carlotta di Belgirate, un convegno a 60 anni dalla fondazione della corrente dc della Base. A partire dalle ore 15.30 sarà presentato il volume LA BASE IN LOMBARDIA. STORIA, TESTIMONIANZE, EREDITÀ,a cura di Gianni Borsa (Edizioni Studium), promosso dal Centro Studi Marcora. Alla realizzazione del volume – che fra l’altro contiene quindici interviste e testimonianze dirette – hanno collaborato Maria Chiara Mattesini e Paolo Mira. Seguiranno alcuni interventi e uno scambio di riflessioni a partire dall’esperienza storica per giungere a osservazioni sull’eventuale “eredità” della Base e sull’attualità politica e sociale nazionale. Introdurrà i lavori Gianni Mainini, presidente del Centro Studi Marcora.

 

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Ultimo aggiornamento: ottobre 2015
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