LUIGI GRANELLI

Di Gianni Mainini

LUIGI GRANELLI

LUIGI GRANELLI

L'ESEMPLARE INTERPRETE DEGLI IDEALI DEMOCRATICO CRISTIANI

Ho conosciuto Luigi Granelli a Porlezza nell'estate del 1961 ad una settimana di aggiornamento organizzata dalla DC provinciale di Milano. Ne sono rimasto subito affascinato per la capacità oratoria e per la passione profonda dei discorsi: tanto lui era prorompente e trascinante, quanto un altro relatore, Dino del Bo era riservato e professionale.

Poi nonostante le comuni frequentazioni di via Nirone, non ci furono rapporti particolari se non in occasione di convegni e congressi del partito. L'ho rivisto alcune volte ad Inveruno, quando sindaco Marcora tra l'80 e l'83 si accompagnava a lui e a noi dopo le giunte comunali. Ma ho imparato ad apprezzarlo e ad amarlo in seguito, quando nel 1986, con amici come Felice Calcaterra e Saverio Stilo, decidemmo di istituire il Premio Marcora per l'agricoltura.

Luigi fu subito sostenitore dell'iniziativa e ne capì a fondo la portata e la potenzialità: fu grazie ai suoi consigli e alle sue conoscenze che potemmo ampliare l'orizzonte del premio in Europa. Ci accompagnò dovunque, tranne la penultima edizione in Svezia e nell'ultima in Portogallo: e lo scorso 30 ottobre non ha potuto essere presente a Lodi, per la sessione italiana. Nel 1988 grazie al suo impegno radunammo a Inveruno il presidente del consiglio Giovanni Goria, poi i ministri Pandolfi, Galloni, (e lui allora responsabile delle participazioni statali) il presidente della regione Tabacci, della provincia Andreini, della camera di commercio Bassetti nella sala del cinema Brera gremita dentro e fuori di oltre un migliaio di persone. Ma ciò che interessava a lui non era tanto ricordare la figura di Marcora, quanto trasporne l'insegnamento in una cornice ed una prospettiva da contingente a storica: in quanto è stato maestro insuperabile, capace di grandi ed approfondite analisi e sintetiche conclusioni che riconciliavano con la politica e i suoi valori, la sua nobiltà.

Con Marcora, i suoi rapporti sono stati incancellabili, pur tra momenti di idilio e non senza discrepanze, non aveva partecipato nel settembre del 53 al convegno di Belgirate che rappresenta la costituzione della Base, ma si unì al gruppo subito dopo, assumendo la direzione di prospettive, rappresentante della base al congrasso nazionale di Trento del 56 e subito dopo in Direzione Nazionale.

Se Marcora fu la testa l'organizzatore della Base, lui di fatto la voce, l'ispiratore, la mente critica l'idealista, scevro da ogni compromesso.Certamente ne fu la continuazione più valida, senza dubbio la la più duratura in via Mercato, con Felice Calcaterra come sempre insuperato organizzatore e tessitore di rapporti umani oltre che politici, le riunioni degli amici della sinistra della DC continuarono fino al '92/'93.

Fondò i popolari intransigenti, associazione di amici che voleva continuare a difendere gli ideali originari di sturzo, De Gasperi e Moro alla base della esperienza democristiana. Rifiuto sempre l'idea di cambiare nome alla democrazia cristiana, considerando valida la storia e l'ispirazione ideale che l'avevano costituita, e solo colpevoli quelli che ne avevano infangato il nome ma non le migliaia di sezioni, segretari, iscritti, attivisti ... che per questo partito avevano dato tutto: ricordo il suo intervento a questo proposito al congresso provinciale di Sesto San giovanni, quando fu eletto Livio Tamberi. Credo fosse sua, fin da allora e certamente nel prosieguo di tempo, la proposta di affidare lo Scudo Crociato ad una fondazione, per sottrarlo a utilizzi strumentali. Nel 1995 Gerardo bianco lo chiamò alla segreteria provinciale del partito milanese, dopo la scissione dopo la scissione coi CDU, per riorganizzare il rinato PPI fu una stagione di fervore ed impegno, nella quale mi vuole al suo fianco come tesoriere, e che portò al congresso del ottobre 1996 con l'elezione di Farinone.

Ho ammirato in quei giorni la sua capacità, lui era Ministro, Vicepresidente del Senato, membro della direzione Nazionale, di adoperarsi con umiltà negli impegni più semplici, disponibile a tutti i livelli dove il partito, la direzione e la periferia lo chiamavano, con tanto con tanta modestia. Aveva rifiutato di candidarsi alle elezioni politiche del 1996 quando lo aspettava una probabile Presidenza del Senato,volendo lasciare spazio al rinnovamento. L'ultimo intervento pubblico al Congresso di Rimini è materia di cronaca: la sua posizione critica verso le scelte del partito era quella non di un censore, ma di un padre preoccupato per la salute della sua creatura.

È stato il suo canto del cigno, il suo ultimo sforzo e l'impegno pubblico; poi siamo tornati assieme: abbiamo visitato la domenica mattina il paese e la Rocca di San Leo; abbiamo pranzato in un delizioso ristorante a Verucchio e siamo tornati a Milano nel tardo pomeriggio. Sensazioni, sentimenti, atmosfere, luoghi, che ricorderò a lungo. Luigi era sereno anche se affaticato. L’ho canzonato un po’ perché nella salita della alla chiesa romanica di San Leo si attardava. Di rimando e con una punta di celata tristezza, mi diceva:”E tu pensa che io scalavo le montagne senza fermarmi, da ragazzo ho fatto il tornitore all’ Italsider di Lovere e di arrivavo d’inverno gelato in bicicletta senza patire e ansimare e adesso …”

Mi dispiace infine che io abbia potuto vedere la rettifica apparsa ieri su La Repubblica, a pubblicità della sentenza di condanna per diffamazione contro i giornale per un articolo pubblicato l’uno novembre 1995 the Nigra Torio nel suoi confronti ci teneva tanto! Concludo piangendo un amico oltre che un maestro, con le parole preparate per la sua commemorazione come partito provinciale: ricordo nella sua limpida figura le esemplare interprete del’l ideale Democratico cristiano, animatore della vita politica Nazionale e Lombarda, segretario provinciale del rinato PPI Milanese, parlamentare Nazionale europeo, ministro della Repubblica, dirigente Nazionale della democrazia cristiana e testimone appassionato dei valori del cattolicesimo Democratico. mancherà ai popolari tutti la sua guida sicura, la capacità di analisi, l'esemplare rigore morale .